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domenica 5 ottobre 2014

L'abolizione della facoltà di ingegneria: un vulnus per Matera


La cancellazione del corso di laurea di ingegneria civile ed ambientale a Matera è una vera e propria beffa per la città lucana.
Sono anni in cui si parla tanto a Matera di occupazione, di sinergia tra università, ricerca e mondo del lavoro ed i risultati sono questi.
A tale proposito vi è anche da domandarsi se e quale ruolo catalizzatore svolga il centro di geodesia spaziale ( la cittadella spaziale)   in cui si svolgono anche attività di telerilevamento.
In compenso Matera è candidata a capitale della cultura nel 2019.
Non è una contraddizione?















Matera, la facoltà di ingegneria chiude nell'indifferenza


MATERA - Quando in una città universitaria si arriva a cancellare un corso di laurea è sempre una sconfitta per tutto il sistema. E i primi ad esserne delusi sono proprio quegli iscritti che ci avevano creduto e avevano scelto di restare in Basilicata per costruirsi un lavoro.
La facoltà in questione è quella di Ingegneria civile e ambientale di Matera. Le ultime possibilità di tenerla in vita si sono spente il 5 settembre dopo un incontro tra matricole, preside e rettore. Un appello arriva dagli studenti ed è rivolto a Regione e Comune, forse troppo impegnati a spingere Matera 2019, dimenticando forse che senza istruzione non c’è cultura. Imbarazzante è il paragone con le facoltà delle altre città in lizza.

domenica 21 aprile 2013

Le vicende materane

Prima di Pasqua abbiamo dedicato attenzione al Centro di Matera di cui ponemmo in evidenza, nostro malgrado, tensioni  persistenti nel Centro  ( a quanto risulta dalle informazioni acquisite)., che dovrebbe essere un polo di  eccellenza  a livello nazionale ed internazionale.
Purtroppo le divisioni interne sembrano persistere ( o se volete baruffe chiozzotte di goldoniana memoria)  con potenziale decremento di credibilità per il centro stesso
Cogliamo l'occasione anche per  chiedere di conoscere le modalità di sviluppo ed i soggetti interessati  nell'ambito delle attività previste nell'accordo quadro formalizzato nel 2009 tra ASI ed Università della Basilicata soprattutto con specifico riferimento all'operatività del CIDOT
Permangono intanto le preoccupazioni sugli sviluppi del Centro da parte dei rappresentanti politici locali che a tale proposito pongono in evidenza che " erano stati inseriti 1,3 milioni di euro per finanziare azioni di trasferimento tecnologico a favore di almeno 25 piccole e medie imprese locali che avrebbero acquisito il Know How dall'Agenzia Spaziale Italiana che ha sede a Terlecchia.
Dopo la revoca di gran parte dei finanziamenti del PISUS, però " le somme destinate alla azione di trasferimento tecnologico da ASI alle PMI sono state eliminate e non trovano collocazione nei prossimi fondi di sviluppi e Coesione."