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mercoledì 27 novembre 2019

Il Regno Unito incrementa la sua partecipazione in ESA.

La Conferenza ministeriale dell'ESA è in pieno svolgimento ed entro un giorno sapremo le decisioni finali.
Sappiamo già con molta probabilità  che il Regno Unito, ormai fuori dall'Europa unita con la Brexit, aumenterà di circa il 15% i propri finanziamenti in ESA, che come è noto è un'organizzazione distinta dall'Europa Unita.

mercoledì 26 dicembre 2018

Regno Unito: si preannuncia un anno incerto per le prospettive spaziali.

Secondo quanto sia riportato dal  quotidiano britannico Financial Times, il 2019 sarà un anno pieno di incertezza  per l'industria spaziale del Regno Unito in vista della Brexit.
 Il settore non si è ancora ripreso dai  duri colpi  subiti anzitutto per l'esclusione del Regno Unito dal futuro utilizzo a fini militari e di sicurezza del programma satellitare europeo Galileo, decisa all'inizio del 2018 dall'Ue in vista della Brexit.
Si segnalano peraltro  le dimissioni del sottosegretario all'Università e alla ricerca scientifica, Sam Gyimah, che ha rimesso l'incarico nei scorsi proprio per il suo disaccordo sulla Brexit con il primo ministro Theresa May..
 Gyimah è stato sostituito dal sottosegretario Chris Skidmore.
Non sono pochi quindi i timori dei rappresentanti dell'industria spaziale britannica sulle prospettive del settore.

mercoledì 29 agosto 2018

Brexit: pesanti conseguenze sul sistema di navigazione satellitare Galileo.

Si confermano  le notizie date già qualche giorno fa.
Il Regno Unito è stato tra i principali investitori del progetto Galileo, titolo ottenuto grazie ad un investimento da 1,7 miliardi di Dollari nel 2003. 
Il Governo britannico intende salvaguardare questi investimenti, ma rimarrà ancorato al programma Galileo, soltanto se sarà su base paritaria, in modo tale che possa fare affidamento sulle informazioni per scopi militari come l'orientamento missilistico.
In caso contrario la Gran Bretagna avvierà lo  sviluppo di un sistema di navigazione satellitare proprietario da parte del Regno Unito.
Il governo britannico avrebbe annunciato un investimento da 92 milioni di Sterline (119 milioni di Dollari) in un "sistema satellitare indipendente" che dovrà diventare un'alternativa a Galileo dell'Unione Europea.
Il tutto dovrebbe  rientrare  in uno studio di fattibilità della durata di diciotto mesi
 Il progetto è guidato dall'Agenzia Spaziale del Regno Unito ed il Ministero della Difesa, che farà da supporto.


 

lunedì 16 luglio 2018

Per i turisti spaziali in Europa l'imbarazzo della scelta: non solo l'Italia, ma anche il Regno Unito.



Il Regno Unito compie un importante passo nel settore dell'industria aerospaziale.
Sorgerù infatti presto  il primo spazio porto britannico.
Sarà costruito nellaa penisola di A'Mhoine nel Sutherland (Scozia).
 L'area, poco abitata, offre le condizioni ideali per realizzare una piattaforma di lancio per satelliti di piccole dimensioni.
L'Agenzia Spaziale del Regno Unito sosterrà l'iniziativa con un contributo di 2,5 milioni di sterline, mentre ad occuparsi della realizzazione della struttura sarà HIE (Highlands and Islands Enterprise), in collaborazione con un consorzio di aziende, comprendenti anche Lockheed Martin - azienda attiva nel settore dell'ingegneria aerospaziale.















martedì 29 maggio 2018

Unione Europea e Regno Unito ai ferri corti anzi cortissimi per colpa di Galileo.


La Commissione europea infatti ha avviato un procedimento per escludere il Regno Unito e le sue società dalle attività in corso sulla sicurezza di Galileo-
Non si è fatta attendere la reazione inglese alla decisione europea dic precludere ai Britannici  l'esclusione dall'uso delle caratteristiche di sicurezza del segnale Galileo
E' partita infatti subito una richiesta da parte del Regno Unito di un risarcimento che potrebbe ammontare fino a 1 miliardo di sterline. 
Lo scontro è evidente perchè secondo la Commissione Europea : la Gran Bretagna fa parte di Galileo oggi come membro dell'UE, ma non farà automaticamente parte di Galileo domani come stato di terza parte". Questa è la conseguienza della Brexit.

Insomma si prevedono implicazioni politiche e monetarie e "tanto per cambiare" anche per l'Italia.

mercoledì 9 maggio 2018

Fattore Brexit: L'Europa minaccia il regno Unito di estrometterlo dal programma Galileo. Per risposta potrebbe nascere un sistema inglese autonomo.

Il Regno Unito potrebbe essere pronto ad avviare un programma per la costruzione di un sistema di satelliti in competizione con il programma di navigazione Galileo promosso dall’Unione Europea.
Lo afferma il uotidiano inglese “The Times”che collega la decisione alla crescente rabbia del governo britannico per la minaccia dell’Ue di tagliar fuori la Gran Bretagna, a causa della Brexit, dalle parti piu’ “sensibili” del programma satellitare Galileo.
 L’Agenzia spaziale britannica regisce e minaccia l'avvio  di un proprio sistema di navigazione satellitare, in grado di contrastare sia  il Galileo europeo sia  il Gps statunitense, utilizzando come rete globale di infrastrutture terrestri i territori d’oltremare britannici ed usufruendo dello stesso livello di finanziamento che la Gran Bretagna si era finora impegnata a profondere nel programma comune europeo.
Il Regno Unoito  potrebbe chiedere all’Ue la restituzione dei 1,4 miliardi di sterline (oltre 1,58 miliardi di euro) gia’ investiti dall’avvio del programma Galileo nel 2003.

mercoledì 25 aprile 2018

Fattore Brexit:il Regno Unito pensa ad un Sistema di navigazione autonomo.

Regno Unito e Commissione Europea sono ai ferri corti per il dopo Brexit spaziale.
Si apprende dalla Stampa che  la Gran Bretagna ha finora investito nel progetto Galileo a partire dal 2003, praticamente il 15% ( 1,4 miliardi di euro) dell’intero budget del progetto.
Reclama la restituzione dei soldi, ma la Commissione europea si oppone. 
La Gran Bretagna sta pensando pertanto  seriamente ad un suo autonomo sistema di rete di satelliti di navigazione  anche dopo i tentativi di Bruxelles di imporre limiti all’accesso alle informazioni sensibili della rete dopo la Brexit.
La Gran Bretagna è dunque passata al contrattacco contro la posizione europea che  che può seriamente danneggiare una collaborazione reciprocamente benefica sui temi della sicurezza e della difesa.



mercoledì 28 marzo 2018

Brexit: Il regno Unito non vuole rinunciare ai contratti del Programma europeo Galileo.


A quanto sia dato sapere l'Unione europea vorrebbe escludere Londra dal sistema satellitare sviluppato dalla Ue, che dal 2020 farà concorrenza all'americano Gps:  Ebbene, per la Brexit la Gran Bretagna sarebbe messa alla porta  per ragioni di sicurezza europea,
Il Regno Unito non ci sta perchè vuole continuare ad avere uno stretto rapporto  con l'Unione Europea nella politica estera e di difesa.E poi perchè rinunciare ai sostanziosi contratti industriali di un'impresa dalle forti ricadute economiche ma che presenta anche importanti risvolti militari?.

mercoledì 15 novembre 2017

Ripercussioni della Brexit anche sull'ESA? E' molto probabile.

mercoledì 12 luglio 2017

Presto nel Regno Unito un parco per la scienza e la tecnologia.

Sarà presto costruito nel Regno Unito un parco di sviluppo della Scienza, dell'innovazione e della tecnologia nell'area situata atto  fra le città di Bedford, Luton e Stevenage, che verrà dismessa entro fine 2020. Area che potrebbe addirittura diventare polo leader della ricerca in Europa.
 Il progetto include  anvher una delle piscine più grandi del mondo, con una profondità di 50 metri (tre volte più profonda del Neutral Buoyancy Laboratory della NASA), un hotel con 120 posti letto, un teatro per conferenze e un centro di formazione per gli astronauti.".
Oltre alla piscina ci sarà anche una "centrifuga umana" di quelle impiegate per la formazione degli astronauti, progettata per abituare il corpo umano a prevenire la perdita di coscienza indotta da elevati tassi di accelerazione G. Ne avevamo parlato in occasione 
 La struttura, secondo gli auspici  potrebbe spianare  la strada per il volo spaziale commerciale consentendo anche alla "gente comune di sottoporsi a un programma di formazione completo per astronauti.

mercoledì 21 giugno 2017

La regina Elisabetta nel suo discorso inaugurale al Parlamento non dimentica lo spazio.

Lo spazio resta un settore strategico ed attuale per il Regno Unito.
Lo ricorda la Regina Elisabetta nel suo discorso al  nuovo Parlamento britannico.
Il Regno Unito resta  membro di ESA il cui ruolo è ben distindo dall'Unione Europea, anche programmi strategici come Galileo appaiono condizionati dalla Brexit.
IL regno Unito intende continuare a crescere nel settore spaziale consolidando la sua vocazione commerciale, anche mediante la realizzazione nel futuro di uno spazioporto per voli suborbitali turistici e per il decollo satellitare.






 


 

domenica 11 giugno 2017

Grane per il Regno Unito in ESA: effetto Brexit?

Rapporti non buoni tra Regno Unito ed ESA.
Ne potrebbe venire compromesso il secondo volo nello spazio dell'astronauta britannico Tim Peake, dopo la missione dell'anno scorso sulla Stazione spaziale internazionale.
Al momento non vi è accordo sulle contribuzioni del Regno Unito all'ESA.
L'ESA chiede un aumento di 41 milioni di euro in tre anni; Londra respinge la richiesta. La Gran Bretagna finanzia il 7,9 per cento della spesa dell'Agenzia (5,75 miliardi di euro nel 2017), contro il 22,7 per cento della Germania e della Francia e il 14,6 per cento dell'Italia; la percentuale nel programma della Stazione spaziale è ancora più bassa, del quattro per cento.
Insomma acque inquiete!






giovedì 13 aprile 2017

Brexit: come modifica il ruolo del Regno Unito nel programma di navigazione Galileo?

E' pur vero che il Regno Unito è membro di diritto dell'ESA, ma è altrettanto vero che il programma di navigazione satellitare Galileo è srealizzato nel quadro dell'Unione Europea.
Pertanto la Brexiti secondo gli analisti del settore potrebbe influire e non poco.
E' un argomento sollevato dal Financial Times che si sofferma sopratutto sul rischio che le compagnie britanniche perdano importanti contratti nel settore spaziale. La Commissione europea ha definito le condizioni per l’ultima fase di lavoro riguardante il sistema di navigazione satellitare Galileo, ed ha rivendicato il diritto di cancellare senza penali eventuali appalti esistenti nel caso in cui un fornitore non abbia più sede in uno Stato membro.
 
 
 
 

 


 

mercoledì 1 marzo 2017

Il Regno Unito esce dall'Europa con la Brexit e mette il piede sull'acceleratore spaziale.


La Brexit non frena òa prospettiva di ctrescita del Regno Unito.
Grazie a nuove leggi speciali entro la fine del 2017 e a copiosi finanziamenti elargiti dal governo sin da quest'anno, l'UKSA, ovvero l'Agenzia Spaziale del Regno Unito, si prepara infatti a conquistare lo spazio. Inizierà dalle fondamenta, con la costruzione di numerosi spazioporti dislocati su tutto il suolo britannico. Essi non solo daranno il via ai voli spaziali commerciali, considerati un tassello fondamentale nelle economie del futuro, ma agevoleranno anche la ricerca medica grazie ad esperimenti mirati condotti a gravità zero.
 Gli scienziati britannici andranno in orbita per sperimentare nuovi vaccini, farmaci ed antibiotici che in quelle particolari condizioni di gravità si sviluppano diversamente. Saranno altresì effettuati astudi sull'invecchiamento e sulla fisiologia del nostro organismo.
 Si ipotizza anche  di creare tanti nuovi posti di lavoro e generare ricchezza attraverso il turismo; basti pensare che il primo volo commerciale nello spazio sarebbe previsto già per il 2020.



domenica 29 gennaio 2017

Dopo Brexit: il Regno Unito rafforza la sua presenza in ESA e la Scozia progetta uno spazioporto.

Già da giugno scorso si è avviata la nuova era della Brexit salutata con enttusiasno anche da Donald Trump nel corso dell'incontro con la Primo Ministro inglese May.
Cambierà qualcosa nei programmi spaziali?
Sembra proprio di no!
L'agenzia spaziale inglese continuerà ad essere membro dell'ESA ( vedil'0ultima conferenza di Lucerna) da cui da sempre trae importanti ritorni industriali ed in particolare la Scozia programma il suo spazioporto.
In compenso il Regno Unito  sarà il partner privilegiato degli USA.

martedì 29 novembre 2016

Regno Unito: pieno supporto all'ESA, malgrado la Brexit.

Come abbiamo posto in evidenza in precedenti articoli la Brexit non ha implicazioni dulle dinamiche spaziali britanniche in ESA.
Ifatti, nell'imminenza della conferenza dell'ESA che si apre domani a Lucerna, il Governo del Regno Unito ha sottolineato la piena aderenza all'ESA che rappresenta la maggiore partecipazione di finanziamenti.
E' ben nota la capacità inglese di conseguire eccellenti ritorni industriali dall'ESA e continuerò a farlo, malgrado i venti di opposizione nazionalistica nel Paese.

mercoledì 14 settembre 2016

La Brexit e le sue conseguenze in Regno Unito nel settore spaziale.

Resta tutto immutato almeno formalmente in ESA dopo il voto britannico sulla Brexit.
La questione spaziale rimane comunque incerta, se non in altro per gli impatti sul  programma Galileo. dell'Unione Europea.
Infatti, secondo quanto riportato anche dal Financial Times, vi sarebbe grande preoccupazione all'interno dell'industria spaziale britannica, 
Esponenti finanziari britannici  avrebbero  scritto al ministro della scienza del Regno Unito mettendo in guardia sul temuto blocco di forniture nel programma Galileo dell'Unione Europea. 
Oltre alle offerte esistenti per un importo di 3 miliardi di euro, per completare la costellazione dei satelliti, l'industria britannica stima che il mercato potenziale per le applicazioni dei servizi legati a Galileo potrebbero ammontare a 6 miliardi di euro entro il 2025.











venerdì 17 giugno 2016

Regno Unito: brexit e futuro del settore spaziale.

La prossima settimana sarà cruciale per il Regno Unito e per l'Europa. Vi sarà il referendum britannico sulla Brexit. Cosa accadrà se prevale il si alla Brexit?
Le ripercussioni saranno complesse anche nel settore spaziale.
Intanto una Commissione parlamentare britannica chiede un programma spaziale nazionale.
Si chiede al Governo  a creazione di un programma spaziale nazionale, da gestire in parallelo con la partecipazione alle attività dell'Agenzia spaziale europea.
 Ad oggi infatti la maggior parte delle attività britanniche nel settore spaziale è concentrata concentrate nel campo dei satelliti per le comunicazioni e la sorveglianza (un indotto che dà lavoro a 35 mila persone). Il settore che  cresce a un tasso dell'8 per cento annuo dovrebbe arrivare
al 10 per cento entro il 2030.












domenica 22 maggio 2016

Nel discorso della Regina Elisabetta il pensiero va anche allo spazio.

Nel discorso della Regina del 18 maggio, secondo quanto diramato, dalla stampa britannica, la regina Elisabetta avrebbe incentrato l'attenzione sulle nuove tecnologie, come ad esmpio, droni,fibra ottica, vetture senza conducente e turismo spaziale.
E' intenzione brittanica invero da alcuni anni quella di realizzare uno spazioporto per voli suborbitali turistici e per il decollo satellitare.
Sono operative , come è noto, industrie spaziali dedicate al turismo spaziale come Virgin Galactic di Richard Branson che ha provveduto già alla prevendita di 700 biglietti per voli spaziali suborbitali.





 


mercoledì 11 maggio 2016

L'influenza del Brexit sull'ESA.

Cosa accadrà nel settore aerospaziale europeo, se passa la linea  dei pro Brexit nel prossimo referendum del Regno Unito?
E' una domanda difficile che si pongono molti anche nell'agenzia spaziale europea di cui il Regno Unito è Stato membro.
Gli ottimisti pensano che poco o nilla accadrà perchè l'ESA è un'istituzione distinta dall'Unione Europea.
Qualunque previsione è azzardata e comunque prematura, perchè non si esclude a nostro giudizio, che la politica inglese del Brexit   miri anche a strappare ulteriori concessioni e privilegi.
Infatti sarebbe estremamente pericoloso per l'Unione Europea perdere per strada  la Gran Bretagna.