Quali sono effettivamente le ricadute delle attività spaziali anche in termini quantitavi? Ha senso parlare di commercializzazione dello spazio? Quali reali opportunità sono possibili per le piccole e medie imprese? Cerchiamo di rispondere in modo circonstanziato a queste domande.
La strategia spaziale europea e' diventata in questi ultimi giorni un vero e proprio casus belli.
Dopo una discussione in Parlamento (relatore l'europarlamentare Massimiliano Salini), sembrava ad un passo dal traguardo.
E poi? Proprio la Commissione Ue, nelle ultime ore, ha minacciato di far
saltare l'accordo, provocando le ire di tutto il Parlamento Ue, ora
intervenuto attraverso il suo presidente: Tajani che afferma «Le prerogative dei
colegislatori devono essere rispettate»,
La questione è legata
alla corsa allo spazio, una delle voci principali del bilancio
comunitario. Si tratta di stabilire quanto denaro dev'essere investito
nel settore da parte degli stati membri. Di solito la Commissione Ue fa
una proposta di spesa, quantificata per il settennato 2021-2027 in ben
16,9 miliardi di euro.
Pare che ora
la Commissione abbia fatto marcia indietro e quindi sia tornato il sereno.
Il 22 e 23 gennaio "XI si terrà a Bruxelles l’undicesima edizione della conferenza annuale sulla
politica spaziale europea intitolata quest’anno “Space for Europe,
European Space in the World”.
E' una conferenza che guardando alle prossime sfide che attendono il
settore spaziale europeo, è utile per interrogarsi sulle prossime
tappe dell’esplorazione umana con tutto quel che ne consegue in termini
di tecnologie,
All’appuntamento sono attesi 1.200 partecipanti e 60 interventi di
rappresentanti di istituzioni, enti del settore, operatori, industria.
Da programma, nella mattinata di domani gli interventi – tra gli altri –
di Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari
esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione e
di Elzbieta Bienkowska, Commissario europeo per il mercato interno,
l’industria, l’imprenditorialità e le PMI.
Jan Worner, direttore generale dell’Agenzia spaziale europea,
prenderà parte alla tavola rotonda sul tema “Strategia spaziale europea:
un nuovo programma per il 2030”, mentre Luigi Pasquali, Ceo di
Telespazio, parteciperà alla prima sessione di lavori “European Digital
Autonomy as a Strategic Goal: the Key Role of Connectivity, including
SatCom, Digitalisation and A.I. in delivering Space Services”.
Si prevede , nel pomeriggio l’intervento del
commissario straordinario dell’ASI Piero Benevenuti nell’ambito della
sessione su “The 2019 World Radiocommunication Conference: what is at
stake for Europe?.
Mercoledì 23, nell’ambito della sessione “Spazio
2030: ‘Nuove Frontiere’ per l’industria spaziale europea” è prevista la
partecipazione dell’amministratore delegato di Avio Giulio Ranzo.
A Bruxelles dal 22 al 23 gennaio 2019 si terrà l'undicesima conferenza annuale sulla
politica spaziale europea.
La conferenza verterà su “Politiche dell’Ue strategiche per
spazio autonomo, difesa e sicurezza”, per poi affrontare anche
l’utilizzo degli strumenti spaziali per clima e ambiente, le
radiocomunicazioni, il fondo europeo per la difesa, e da ultimo il tema
degli sviluppi futuri dell’industria spaziale europea. nel periodo 2021-2027.
Sono attesi circa
1.200 partecipanti e oltre 60 interventi: si confronteranno autorità
delle istituzioni europee, dei governi nazionali, rappresentanti delle
organizzazioni internazionali e del mondo dell’industria.
Parte domani domani a
Bruxelles la decima conferenza sulla politica
spaziale europea che ha l'obiettivo di favorire
l'ampiamento della politica spaziale europea a beneficio dell'economia e
della società, oltre che della crescita dell'industria europea.
Per l'Italia interverrà il presidente dell'Agenzia spaziale
Italiana (Asi), Roberto Battiston.
Il 25 ottobre us il
Parlamento Europeo ha approvato una direttiva per aggiungere undici
nuove sostanze all’elenco dei prodotti pericolosi per la salute dei
lavoratori.
Tra queste c’è l’idrazina, composto dell’azoto altamente
tossico per l’uomo comunemente usato nell’industria spaziale come
propellente per satelliti e sonde.
L’alternativa
all’idrazina potrebbe arrivare solo in 10-20 anni
Si lavora per una deroga , ma a svantaggio della salute dell'uomo.
Ma vi è coordinamento tra Unione Europea ed Esa che finanzia i contrattiin campo spaziale e quindi anche sulla propulsione liquida.?
E' imminente il lancio del satellite Sentinel -5P, dedicato nell'ambito del programma Copernicus al monitoraggio della qualità dell'aria.
Il suo compito infatti sarà una mappatura quotidiana dell'inquinamento atmsferico della Terradella Terra sull’inquinamento atmosferico.Consentirà altresì di tracciare i gas pericolosi per la salute dell’uomo e nocivi per clima e ambiente.
Sentinel-5P a breve arricchirà la squadra di squadra di ‘sentinelle’ con gli occhi puntati sul nostro pianeta, andando a fare compagnia ai cinque ‘colleghi’ che lo hanno preceduto nello spazio.
Si apprende che negli ultimo giorni di Agosto la Commissione europea ha nominato Massimo Gaudina come il nuovo capo della sede di Milano della rappresentanza della Commissione europea in Italia.
Massimo Gaudina, di nazionalità italiana, assume il proprio
incarico dal 1º settembre 2017.
Con 30 anni di esperienza, di cui 20
nell'ambito della comunicazione istituzionale dell'UE, rappresenterà la
Commissione europea e incoraggerà il dibattito sulle questioni europee,
principalmente nell'Italia del Nord.
La Commissione europea ha uffici di rappresentanza nei 28 Stati
membri, affiancati da uffici regionali a Barcellona, Belfast, Bonn,
Cardiff, Edimburgo, Marsiglia, Milano, Monaco di Baviera e Breslavia.
In questi giorni si d+ ampio risalto alla conferenza spaziale europea tenutasi a Bruxelles e dove sono intervenuti i maggiori rappresentanti spaziali europei tra cui anche il presidente dell'agenzia spaziale italiana.
Belle parole che si possono riassumere nelle dichiarazioni
del direttore generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa),
Johann-Dietrich Worner.
Sostiene infatti che la dichiarazione
congiunta tra Esa-Ue, firmata nel momento della pubblicazione della
strategia spaziale europea, “è importante perché traccia un chiaro
obiettivo per tutti noi: la piena integrazione dello spazio
nell’economia e nella societa’ europee“.
Ed ancora “il mondo sta cambiando” e che questo significa un “cambio di mercato, degli attori” e nuove sfide anche relative ai contenuti.
Speriamo che non siano soltanto slogans che purtroppo in Europa si ripetono da anni senza che si delinei una concleta struttura europea integrata tra ESA ed Unione Europea.
Intanto l'incognita americana del nuovo corso di Donald Trump pesa anche sul futuro dell'Europa.
Si tiene oggi e domani
a Bruxelles, a Palais d'Egmont, la nona conferenza sulla politica
spaziale europea.
Le parti interessate avranno la grande opportunità di discutere e influenzare, ad
alto livello, lo sviluppo dei programmi spaziali europei a medio e lungo
termine, e la diffusione dei servizi spaziali in molte attività
economiche e della società, oltre che in un'ampia gamma di settori
pubblici, tra cui sicurezza e difesa
Sarà ovviamente presente il Gotha spaziale europeo e tra questi l'Alto rappresentante dell'Unione europea
per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, il
Commissario Ue per il Mercato interno, Elzbieta Bienkowska e il
vicepresidente della Commissione per l'Unione dell'energia, Maros
Sefcovic.
Tra gli interventi già confermati anche quello del direttore
dell'Agenzia europea per la difesa (Eda), Jorge Domecq, e del direttore
dell'Agenzia europea per lo spazio (Esa). Presente anche
l'amministratore delegato di Telespazio e Direttore del settore spazio
di Leonardo, Luigi Pasquali, e il presidente dell'Agenzia spaziale
italiana (Asi), Roberto Battiston.
A nostro giudizio la Conferenza, a prescindere da enfasi retoriche, non potrà che essere interlocutoria in quanto ad oggi a due giorni dall'insediamento del neo Presidente americano si ignora quale sarà la nuova strategia spaziale statunitense a cui certamente la politica europea dovrà fare riferimento.
E' programmata per il 24 e il 25 gennaio 2017 a Bruxelles la nona edizione della Conferenza sulla
politica spaziale dell’Ue dal titolo “Space Strategy for Europe: the road ahead“
L'evento internazionale consentirà a tutti i protagonisti del settore
l’opportunità di confrontarsi sulle più adeguate linee di sviluppolo a medio e lungo termine dei programmi
spaziali europei alla luce della “Space Strategy for Europe”, lanciata
dalla Commissione europea alla fine di ottobre. Tra i partecipanti
annunciati alla due giorni, vi saranno numerose personalità di primo piano delle
istituzioni nazionali ed europee, autorità pubbliche, rappresentanti di
centri di ricerca, dell’industria e della società civile.
Secondo quanto diramato dalla Commissione europea,oOltre
all’intervento di apertura del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, è prevista la presenza – tra gli altri – del commissario europeo al Mercato interno Elzbieta Bienkowska, dei responsabili di diverse direzioni generali della Commissione, del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, di parlamentari europei, del direttore generale dell’Agenzia spaziale europea Johann-Dietrich Worner, dei presidenti delle principali agenzie spaziali europee, tra cui il presidente dell’Asi Roberto Battiston e di rappresentanti dell’industria (tra cui anche il presidente e ceo di Thales Alenia Space Jean-Loic Galle e il ceo di Telespazio Luigi Pasquali).
Finalmente dopo 17 anni l'Europa ha un sistema autonomo di navigazione satellitare che è costato ben 10 miliardi di euro
Diventa operativo il 15 dicembre 2016 il sistema Galileoche al momento può contare su 14 satelliti più
altri 4 in fase di test.
Entro il 2020 la costellazione conterà 30
satelliti.
Galileo sviluppato dall'Agenzia spaziale europea (Esa) e
dall'Unione europea permetterà all'Europa di affrancarsi dal sistema di
navigazione satellitare americano Gps e da quello russo Glonass e
garantirà una precisione molto più accurata, nell'ordine di 1 metro
contro i 5 del Gps, per gli usi civili.
Per l'uso in ambito governativo,
invece, la precisione si affinerà fino a 1 solo centimetro.
Secondo le stime, i vantaggi saranno molteplici, sia in termini
operativi: dovrebbero essere assicurati impieghi nel campo della
sicurezza e della protezione civile - sia in termini economici, per quei
settori produttivi che dipendono dai sistemi di navigazione e che, si
prevede, nei prossimi 20 anni arriveranno a costituire il 30% del Pil
europeo.
I centri di controllo ed elaborazione dati di Galileo, invece,
sono due: uno è vicino a Monaco di Baviera, in Germania e l'altro in
Italia, nella Piana del Fucino, in Abruzzo.
Non tutti i dispositivi, tuttavia, saranno in grado di ricevere
da subito il segnale di Galileo; per ora potranno farlo i device con
processore Snapdragon recente ma i colossi della telefonia e
dell'elettronica stanno già sviluppando App e processori che
consentiranno a tutti di poter utilizzare il nuovo sistema di
navigazione.
Il razzo Ariane 5 per la prima volta ha portato in orbita quattro
satelliti del sistema di navigazione europeo Galileo.
Il decollo è avvenuto dalla base europea di Kourou (Guyana Francese) ed è
stato promosso dalla Commissione europea con la realizzazione dell''Agenzia
Spaziale Europea (Esa).
Saranno necessari
circa 10 giorni per permettere ai satelliti di posizionarsi
correttamente nello spazio.
Si apprende da Bruxelles cheESA ed Unione Europea hanno firmato un accordo spaziale che non si limita alle questioni puramente scientifiche, ma che si estende fino a toccare aspetti commerciali e sociali.
La strategia spaziale europea è orientata ad un maggior coinvolgimento dei privati, una migliorata sinergia tra questi e il settore pubblico nello sfruttamento dei dati forniti dal sistema satellitare Galileo ed un impiego ottimizzato della tecnologia.
In tale direzione si muovono le decisioni
della Commissione Europea di investire maggiori risorse per appoggiare
iniziative private nel campo spaziale e di portare nello spazio 30 satelliti nei prossimi 10-15 anni all’interno dei programmi Galileo e Copernico.
Si sta consolidando l'ipotesi di un polo europeo per sviluppare nuove tecnologie per la difesa, utili a contrastare il terrorismo, nei laboratori del Centro comune di ricerca (Ccr) di Ispra..
Il progetto è stato avviatocon l’approvazione da parte della
commissione Industria dell’Europarlamento del parere sulla difesa Ue.
Il provvedimento verrà discusso a novembre nella
plenaria dell’Europarlamento. Poi approderà nel
Consiglio europeo, che riunisce i capi di Stato dell’Ue.
L’
Unione europea, per la prima volta nella storia, è sul punto di
inserire, a partire dal bilancio 2017, un capitolo di spesa per
finanziare la ricerca militare e lavorare sulle tecnologie militari.
La Commissione europea infatti , guidata da Jean-Claude Juncker,
decide di creare un piccolo team che lavori sul punto e sulla necessità
(o meno) di predisporre un finanziamento per la ricerca armata.
Dei 16
membri complessivi, come denunciato in un report realizzato dall’Enaat (European Network Against Arms Trade), ben 9 sarebbero appartenenti ad industrie belliche.
Si parla tra gli altri di Finmeccanica,Airbus group, Indra ( veicoli militari). Bae aziena brittanica ( come incide la Brexit?) e Saab.
Pacifisti ed appartenenti alla Rete per il disarmo protestano.
Presto gli organismi pubblici europei dovranno prevedere prevista una nuova figura professionale obbligatoria e cioè il Responsabile per la protezione dei dati personali (Data Protection Officer).
Si tratta di un supervisore indipendente che sarà designato da soggetti
apicali sia dalle pubbliche amministrazioni che in ambito privato. Sarà
pertanto obbligatorio nelle pubbliche amministrazione e negli enti
pubblici, in ambito privato sarà obbligatorio nel settore sanitario e per gli operatori
economici.
La normativa riguarderà dunque anche l'agenzia spaziale italiana.
Come anticipammo qualche mese fa da parte della commissione europea era stata avviata un'indagine antitrustsull'operazione di
acquisizione di Arianespace da parte di Airbus Safran Launcher.
Ebbene, a quanto ci risulti, l'indagine sarebbe stata ultimata concedendo l'autorizzazione all'operazione di integrazione di Ariane Space da parte di Aitbus e Safran.
Come fu rilevato i
primi a potere subire un danno dalla nuova operazione potrebbero essere
gli italiani. Fra i concorrenti dei lanciatori di ASL si pone infatti
soprattutto il lanciatore "medio" Vega, sviluppato da ELV (European
Launch Vehicle) società al 70% della Avio (81% Cinven, 14% Finmeccanica e
5% ai manager) e al 30% dell'Agenzia Spaziale Italiana.
Non vi è dubbio che l'appartenza del Regno unito all'ESA è cosa ben distinta dall'abbandono del l'Unione Europea da parte bdella Gran Bretagna entro due anni.
Questo è valido in termini formali, ma non certo sostanziali dove al contrario le implicazioni della Brexit sul settore spaziali sarebbero rilevanti.
Ii nodi vengono al pettine quando si parla di Galileo e Copernicus.programmi congiunti tra ESA e Unione Europea.
Ad esempio in Galileo l'Agenzia si occupa
della parte tecnica, mentre all’Unione spetta la proprietà e la
gestione
Qui la contraddizione tra Regno Unito membro dell’una e non
dell’altra viene a galla. Il Paese è coinvolto a livello industriale
nella fornitura per l’elettronica dei satelliti tramite
l’azienda Surry Satellite Technology Ltd. (SSTL).
La Commissione Europea ha deciso di
riaprire il bando per la costruzione di ulteriori 6 satelliti. OHB si
presenta forte dell’esperienza accumulata finora, ma Airbus Defence and
Space e Thales Alenia Space (quest’ultima costruttrice dei primi quattro
usati per i test, dei quali tre sono ancora operativi) non staranno a
guardare. La presenza di SSTL nella squadra della OHB rappresenta un
problema proprio perché entro due anni diventerà una società extracomunitaria. Altra questione spinosa è l’accesso al segnale PRS (Public Regulated Service), simile al Military Code del
GPS statunitense e accessibile ai militari e agli enti governativi. I
Paesi membri UE lo avranno automaticamente appena disponibile.
Problemi simili si riscontreranno per l’accesso ai servizi del programma Copernicus,
la costellazione di satelliti per l’osservazione della Terra. Questa si
divide in missioni nazionali contributrici e satelliti dedicati veri e
propri della serie Sentinel. I fondi arrivano direttamente dalla Commissione Europea tramite i Quadri finanziari pluriennali.