mercoledì 3 febbraio 2021

Molta attesa per la Presidenza di Mario Draghi. Anche il settore spaziale ne avrà un riverbero positivo.

 Vi è molta attesa per l'entrata in campo di Mario Draghi  in cui si confida per la nascita di un autorevolissimo governo di unità nazionale.

A Palazzo Chigi cambieranno molte cose anche nel settore spaziale dove l'Italia non spende poco soprattutto in ESA senza avere purtroppo  ritorni adeguati. 

Basta vedere per rendersene conto  le cocenti sconfitte subite a causa dell'esclusione della candidata italiana dalla direzione generale dell'ESA.

Non pretendiamo che se ne interessi Draghi in prima persona: comunque, per quanto sia a noi noto, potrebbe avere esperti competenti  di cui avere piena fiducia.

Speriamo che il Governo incassi la fiducia parlamentare in fretta!


Dopo le bacchettate della Corte dei Conti al CIRA in merito alla gestione finanziaria 2018, viene assicurata dal Centro di Capua piena collaborazione.

 Il sito Internet del CIRA mette in evidenza una posizione di piena collaborazione espressa dal Presidente del Centro che osserva in particolare quanto segue:​​​​
" attraverso il costante impegno della Società, tutti i punti rimarcati sono stati affrontati negli esercizi successivi, alcuni essendo già giunti a risoluzione, altri tuttora in via di risoluzione e/o evoluzione al variare del contesto di riferimento. Al riguardo osserva che diversi dei positivi risultati, in particolare gestionali, conseguiti in tali esercizi sono riflessi nella relazione di Bilancio sull'esercizio 2019 già depositata, a rappresentazione fattuale del continuo processo di miglioramento in atto."
Si tratta di un momento delicato per il CIRA, non solo per pesanti osservazioni da parte della Corte dei Conti, ma anche perché  nella primavera prossima dovrà essere nominato il suo Presidente.
Potrebbe essere riconfermato il presidente attuale, sempre che venga designato dal socio di riferimento , ovvero dall'ASI,



lunedì 1 febbraio 2021

Slittamenti nel cronoprogramma di Artemis. Primi effetti della Presidenza di Biden?

 Slitta da febbraio a fine aprile 2021 la scelta della Nasa su quale sarà il lander che riporterà il genere umano sulla Luna.

Potrebbe essere la prima conseguenza del primo effetto sui programmi spaziali del cambio di vertice alla Casa bianca e  potrebbe riguardare proprio il programma Artemis che prevede il ritorno dell'uomo sul nostro satellite naturale entro il 2024. 

Problemi di budget perché il governo degli Stati Uniti ha stanziato per la Nasa circa 2mila miliardi in meno di quanto era nelle aspettative. 

Di  3,3  miliardi necessari  per finanziare lo sviluppo dei 3 potenziali lander destinati alla missione lunare, ne  sono arrivati soltanto 800.

Di conseguenza la decisione sulla scelta di quale dei 3 contendenti passerà alla seconda fase è stata rimandata al 30 aprile 2021. 

Al momento i 3 contendenti per costruire il veicolo di allunaggio denominato Human Landing System (HLS) sono il consorzio National Team che fa capo alla Blue origin di Jeff Bezos, il consorzio Dynetics in cui è coinvolta anche l'Italia con Thales Alenia Space e la SpaceX di Elon Musk.


I rischi dell'Italia di essere tagliata fuori dallo spazio. L'articolo è di Roberto Battiston.

 Sulla rassegna stampa dell'ASI compare un articolo di dell'ex Presidente dell'ASI  scritto sull'organo di stampa "Domani" in ci si pone in evidenza tutto campo che l'Italia per errate decisioni governative rischia di essere tagliata fuori dallo spazio.

Si parla anche dell'ASI e si esplicita che è stato dal 1988 ad oggi commissariato più volte.

Buona lettura!

In attesa del nuovo Governo, molte nomine sono sospese: anche quella dell'ENAC.