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lunedì 29 aprile 2019

Cresce la spesa militare a livello mondiale e raggiunge 1822 miliardi di dollari. Al primo posto gli Stati Uniti.








Cresce del 2,6 per cento rispetto al 2017, fino a toccare i 1.822 miliardi di dollari, secondo gli ultimi dati diffusi dal Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), la spesa militare globale, con Stati Uniti, Cina e Arabia Saudita in cima alla lista.
La spesa militare mondiale nel 2018 rappresentava il 2,1% del prodotto interno lordo (PIL) globale pari a 239 dollari a persona”, secondo quanto riferisce il  Sipri.
Gli Stati Uniti rimangono il paese più potente in termini di spese militari, con 649 miliardi di dollari spesi con  un incremento del 4,6 per cento, fino a raggiungere 649 miliardi di dollari nel 2018.La Cina ha aumentato la sua spesa militare del 5 per cento, portandola a 250 miliardi di dollari, essendo il secondo più grande spender del mondo.
 L’Arabia Saudita si colloca al terzo posto, con un budget militare di 67,6 miliardi di dollari. L’India è al quarto posto con 66,5 miliardi di dollari, mentre la Francia al quinto posto con 63,8 miliardi di dollari.
La Russia ha conquistato il sesto posto con 61,4 miliardi di dollari spesi per la difesa nel 2018, che è del 3,5% in meno rispetto al 2017, quando la Russia era al quarto posto. “In particolare, la Russia si è classificata al di fuori dei primi cinque per la prima volta dal 2006”, sottolinea ancora l’ultimo rapporto del Sipri. 
Infine, sei dei 10 paesi con il più alto carico militare si trovano in Medio Oriente: Oman, Arabia Saudita, Kuwait, Giordania, Israele e Libano.
L'Italia infine tra il 2009 e il 20\8 ha diminuito la propria spesa militare sia in percentuale(-1,4%) sia in rapporto al PIL (1,3 contro 1,6%).


giovedì 26 novembre 2015

I Paesi produttori di armi: i dati del Sipri

I media incentrano l'attenzione in questi giorni in cui fa purtroppo da protagonista il terrorismo sui Paesi produttori di armi
. I dati del Sipri di Stoccolma, istituto specializzato nella ricerca sul commercio di armamenti e spese per la Difesa, attribuiscono al nostro Paese il 3% del mercato delle armi per il periodo 2010-2014, in crescita di un punto rispetto al quinquennio precedente. Il primo cliente degli strumenti di guerra italiani sono gli Emirati arabi con il 9% degli acquisti, seguono India e Turchia e non mancano Arabia Saudita, Qatar e Kuwait.
Domina la scena nazionale la Finmeccanica che tra l'altro avrebbe avviato importanti programmi di sviluppo che hanno condotto alla creazione di una sede(di Finmeccanica) ad Abu Dhabi, con funzione di coordinamento di tutte le attività nell’area.










martedì 7 maggio 2013

La corsa agli armamenti in Italia e nel mondo.

Cresce nel mondo in modo vertiginoso la spesa per gli armamenti.
Secondo i dati forniti dal SIPRI il noto istituto di studio svedese sulle armi la spesa militare nel 2012 è qi 1753 miliardi di dollari (cifre da vero capogiro). Per avere un confronto, spendiamo soltanto 60 miliardi per la cooperazione nel mondo, cioè il 3,4% delle spese per gli armamenti. e 12 miliardi per la lotta all'AIDS.
Se guardiamo i dati disaggregati, osserviamo che in USA si spendono per armamenti 682 miliardi di dollari.
In Cina si è registrato un incremento finanziario negli ultimi 10 anni del 175%.
In Italia , dove la crisi economica morde parecchio, spendiamo per gli armamenti ogni giorno 70 milioni di dollari  e 26 miliardi ogni anno. 
Siamo ormai al decimo posto nella lista dei Paesi " armaioli"
Insomma con 20 giorni di spesa militare italiana, o rinunciando a costruire 10 cacciabombardieri F35, avremmo subito le risorse per rifinanziare la cassa integrazione.
Questi sono dati statistici che ovviamente devono fare riflettere la classe politica ed in particolare il nuovo Governo che è alla ricerca delle soluzioni migliori per  il riequilibrio della spesa.
Non è un caso che il dibattito su questo importante argomento stia crescendo in queste ultime settimane.