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mercoledì 28 gennaio 2015

L' Istituto italiano di tecnologia non sarà un'agenzia per i brevetti.

Il Governo ci ripensa.
Prima si muove in una direzione, poi ci ripensa e  fa retromarcia.
L'istituto italiano di tecnologia resta centro di ricerca è non sarà più agenzia per il brevetti.
Insomma nel mondo della ricerca si naviga a vista in arrenza di una rotta.
Non è la prima volta che accada.

martedì 27 gennaio 2015

Istituto italiano di tecnologie: confusione e disorientamento.



Tanto per cambiare si assumono provvedimenti in materia di ricerca e il titolare del MIUR non ne sa nulla.
Evviva il coordinamento!
Di che si tratta?
Sono sotto accusa nell'investment compact le norme che affidano alla Fondazione dell’Istituto tecnologico la possibilità di gestire tutti i brevetti delle università e degli enti di ricerca. Ma facciamo un passo indietro.
Soprattutto i rettori delle università non comprendono 
«perché si dovrebbe affidare alla Fondazione Iit il frutto delle ricerche condotte nelle Università e negli enti di ricerca» e, tra l’altro, «perché tutto ciò viene introdotto ancora una volta con un provvedimento che nulla ha a che fare con università e ricerca»
Sono in agitazione per questo provvedimento anhe i ricercatori dell'istituto italiano di tecnologia. che dovrebbe diventarare un'agenzia di commercializzazione dei brevetti.
Come al solito    la protesta parla di un attentato all'autonomia degloi Enti di ricerca.
Insomma basta un nonnulla per alterare equilibri per loro natura instabili.

Isituto italiano di tecnologia : confusione e disorientamento














L'Istituto italiano di tecnologia di Genova è in rivolta, Roberto Cingolani, presidente IIT, si dice pronto alle dimissioni se l'ente verrà trasformato in un'agenzia che avrebbe il compito di "istituire un sistema di commercializzazione dei brevetti".
Questo è quello che dice una norma (art.5, comma 3) contenuta nel Fiscal Compact, l'istituto, fondato nel 2003 a Genova, diventerebbe da luogo di ricerca d'eccellenza a un hub con cui le università e altri enti di ricerca pubblici stipulerebbero accordi.

Dall'istituto replicano come la filiera che dovrebbe portare dall'innovazione al mercato non verrebbe migliorata, ma anzi l'intero sistema della ricerca innovativa del Paese verrebbe ingessata e resa inefficace. L'intento è chiaro: continuare a fare ricerca e invenzioni in grado di aiutare il sistema produttivo e di indicare nuove vie per le imprese o le applicazioni nel mondo del manifatturiero, senza commercializzare brevetti di terzi.

Una voce si è levata anche dal Miur da dove il Ministro Stefania Giannini ha rilasciato un comunicato stampa dove avverte sulla pericolosità della manovra in atto: "è incompatibile con l’autonomia sia delle Università che degli Enti pubblici di ricerca. Sono rimasta stupita e sorpresa di questo blitz, perché di questo si tratta, e ho immediatamente segnalato alla Presidenza del Consiglio, come è mio dovere fare, con una lettera formale e una relazione tecnica accurata, i punti non coerenti con la normativa vigente. Si è cercato di approfittare di questo veicolo normativo senza coinvolgere né i ministri competenti né la Presidenza del Consiglio”. - See more at: http://www.diregiovani.it/rubriche/scientificamente/37227-istituto-italiano-tecnologia-contro-governo.dg#sthash.ttcFEoUf.dpuf